A cosa serve l’ecografia al fegato?

L’ecografia al fegato è un esame diagnostico molto importante in quanto consente di delineare l’anatomia del fegato, e di valutare anche la consistenza e l’irrorazione sanguigna. Nelle prossime righe, a opera del dott Davide FRANCOMANO, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio – Andrologia, vedremo più nel dettaglio quali sono i casi in cui l’ecografia al fegato si rivela particolarmente utile.

Quali patologie individua l’ecografia al fegato?

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano e gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo, nella sintesi di sostanze e di proteine del plasma (la parte fluida del sangue) e nella rimozione di sostanze tossiche dal sangue.
L’ecografia epatica è un esame estremante utile ed il primo esame strumentale da effettuare per studiare la morfologia del fegato. Inoltre l’ecografia riesce direttamente a riconosce formazioni fluide quali cisti, o formazioni solide, angiomatose, sacche d’infezione.

Figura 1: ecostruttura parenchimale epatica regolare

ecografia fegato 1
Figura 2: formazione angiomatosa tra il IV e il V segmento

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E’ inoltre un esame fondamentale nella diagnosi di steatosi, ossia l’eccessivo accumulo di grasso negli epatociti (cioè le cellule del fegato): una patologia molto frequente che può comportare una serie di importanti danni funzionali (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, diabete mellito ecc.) fino ad arrivare addirittura alla necrosi (morte) della cellule epatiche.

Figura 3. Steatosi epatica di grado medio

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L’ecografia epatica permette di individuare non solo le patologie epatiche, ma anche l’eventuale presenza di calcoli nella colecisti o nelle vie biliari, nonché formazioni tumorali maligne o benigne, e consente di valutare lo stato di salute del pancreas.

Figura 4. Formazione polipoide sulla parete posteriore della colecisti.

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Per diagnosi accurate, è fondamentale utilizzare un ecografo che sia in grado di generare immagini di elevata qualità e dotato di tecnologie quali SRI/FullSRI ™: un sistema di filtraggio che riduce al minimo gli artefatti e migliora la risoluzione dei bordi e contorni; PITHI (Phase Inversion Tissue Harmonic Imaging) e FTHI (Tissue Harmonic Imaging filtrato) che permettono una diagnosi accurata attraverso immagini rapide e pulite.

Oltre all’ecografia epatica eseguita a scopo diagnostico, esiste l’ecografia definita “operativa” che può essere effettuata a scopo terapeutico, ad esempio per guidare il percorso dell’ago durante una biopsia, per un drenaggio epatico o per il trattamento di tumori del fegato mediante ipertermia da radiofrequenza o laser.

Quale preparazione richiede l’ecografia al fegato?

L’eccessiva presenza di gas intestinali potrebbe limitare l’accuratezza dell’esame diagnostico in quanto i gas intestinali possono andare ad interporsi tra il fegato e il fascio ultrasonico ecografico e pertanto interferire nella visibilità del fegato durante l’esecuzione dell’esame. Per questa ragione, nei due/tre giorni che precedono l’esame, è bene eseguire una dieta che limiti il consumo dei cibi che possono creare meteorismo e flatulenza come gli alimenti ricchi di fibre e gli zuccheri semplici quali: legumi, latte e latticini, verdure, tuberi, oltre a pane e pasta, prodotti integrali e cibi fermentati, bevande gassate e alcolici.
Il giorno dell’esame il paziente deve presentarsi in ambulatorio a digiuno da almeno otto ore, durante le quali può bere soltanto acqua non gassata.

Post by Raffaella