Calcoli salivari: cosa sono e come si individuano

I cosiddetti calcoli salivari sono piccole cristallizzazioni formate dalle sostanze chimiche presenti nella saliva che possono ostruire i dotti salivari. Possono avere dimensioni che variano da meno di 1 mm fino a qualche centimetro di diametro. Circa l’85% dei calcoli salivari si trova nel dotto di Wharton: il dotto escretore della ghiandola sottomandibolare.

In questo articolo parleremo dei sintomi, delle cure e delle modalità per diagnosticare questa patologia presentando uno studio che mette in luce come, con ecografia intraorale, sia possibile individuare la presenza di calcoli di piccole dimensioni.

Cause e sintomi dei calcoli salivari

Vi sono alcuni fattori che possono predisporre maggiormente un soggetto all’insorgere dei calcoli salivari:

  • Cattive condizioni igieniche del cavo orale
  • Alterata composizione della saliva (più densa e concentrata)

Per quanto concerne i sintomi, i calcoli salivari possono causare:

  • Disfagia
  • Dolore al collo
  • Dolore alla mandibola
  • Dolore associato alla masticazione
  • Dolore facciale
  • Dolore e/o gonfiore in corrispondenza della ghiandola
  • Infezione della ghiandola che può provocare arrossamento e dolore (fino a dare luogo a un ascesso).
  • Talvolta i calcoli alle ghiandole salivari possono essere asintomatici.

La diagnosi

Calcoli salivari di diverse dimensioniSolitamente i calcoli salivari vengono rilevati con test a raggi X. In caso contrario può essere eseguito uno di questi esami:

  • TAC o risonanza magnetica
  • Scialografia, cioè un test speciale a raggi X
  • Sialendoscopia: esame effettuato con un endoscopio, dotato di una luce e una telecamera posizionate all’estremità, che viene inserito nel condotto salivare
  • Ecografia

L’ecografia a ultrasuoni è tra le metodiche principali impiegate per l’individuazione dei calcoli salivari. Tuttavia, quando viene eseguita tramite un approccio transcutaneo, potrebbe impedire di visualizzare calcoli di piccole dimensioni. L’utilizzo di un trasduttore intraorale permette di visualizzare il dotto sottomandibolare e rilevare la presenza di calcoli anche molto piccoli.

E’ quanto viene dimostrato da questo studio realizzato con E-Cube 9 di Alpinion.

Le cure per i calcoli salivari

Può accadere che i calcoli vengano espulsi spontaneamente. Qualora ciò non avvenga si può tentare con la stimolazione del flusso salivare (ad esempio bevendo del succo di limone o succhiando caramelle dure).

Se questo metodo non produce risultati si può optare per la spremitura manuale (o con l’utilizzo di una piccola sonda), oppure, nei casi più difficili, per la rimozione chirurgica del calcolo.

Un metodo da poco utilizzato per il trattamento di questa problematica è la litotripsia che consiste nel rompere il calcolo mediante l’uso di ultrasuoni.

Post by Raffaella