Cardiomiopatia ipertrofica: ecografia delle contrazioni cardiache per predire il rischio

Cardiomiopatia ipertrofica: un recente studio svolto dai Ricercatori dell’Università John Hopkins (JHU, Baltimore, MD, USA), che ha coinvolto 400 pazienti, ha dimostrato come le ecografie dei movimenti di contrazione del muscolo cardiaco possano far prevedere con accuratezza quali soggetti potrebbero riscontrare complicazioni risultanti da cardiomiopatie ipertrofiche (HCM).

Cardiopatia ipertrofica

L’HCM è una malattia principale del miocardio per la quale una sua porzione diventa ipertrofica senza cause ovvie, creando un deterioramento del muscolo cardiaco. Le pareti cardiache diventano più spesse senza alcuna causa apparente. In parole non tecniche si parla spesso di cuore ingrossato.

Le cardiomiopatie possono essere dilatative o restrittive a seconda dei casi. Trattandosi di ipertrofia ventricolare sinistra si parla anche di ipertrofia asimmetrica.

Cuore ingrossato: cause

L’ipertrofia cardiaca è una patologia familiare ereditaria che i parenti di primo grado trasmettono a livello genetico.

 

Sintomi

L’ipertrofia ventricolare è una condizione clinica che spesso non emerge dai valori della pressione arteriosa o da un livello di sovraccarico del ventricolo sinistro.

I sintomi della cariomiopatia ipertrofica non sono specifici perchè comuni a molte altre disfunzioni cardiache:

  • difficoltà a respirare dopo uno sforzo (disapnea da sforzo)
  • facilità ad affaticarsi
  • dolore toracico da sforzo
  • palpitazioni legate alle aritmie (“cuore in gola, farfalle nello stomaco”)
  • perdita di conoscenza transitoria (sincope)

Fino ad arrivare alla drammatica morte cardiaca improvvisa. La cardiomiopatia dilatativa costituisce la causa primaria dei decessi improvvisi negli atleti giovani, e in sostanza in ogni gruppo di età ed è causa di sintomi cardiaci disabilitanti.

 

Diagnosi

Le avanzate tecniche del digital imaging in ambito medico di cui noi di Alpinion siamo portatori grazie ad apparecchi elettromedicali ed ecografi di ultima generazione, sono in grado di aiutare la diagnosi delle cardiomiopatie.

L’ecocardiografia, come conferma anche lo studio alla base di questo articolo, si conferma molto efficace nel predire il rischio, con questi vantaggi importanti:

  1. permette di visualizzare direttamente il cuore in tempo reale
  2. lo analizza in maniera non invasiva
  3. non lo espone a radiazioni
  4. permette di individuare la sede dell’ispessimento cardiaco, la disfunzione diastolica e l’ostruzione alla fuoriuscita di sangue dal ventricolo sinistro

 

L’ecografia per predire il rischio di miocardiopatia dilatativa

L’ecografia, si avvale degli ultrasuoni, onde sonore ad elevata frequenza che riflettendosi contro i tessuti rendono possibile la visualizzazione degli organi interni. Un esame sicuro impiegato ormai come routine anche nello screening delle patologie cardiache come per esempio la cardiomiopatia restrittiva.

Insieme all’elettrocardiogramma (ECG) e alla visita cardiologica sono le soluzioni più consigliate per predire il rischio della cardiomiopatia ipertrofica.

Post by Raffaella