Ecografia tiroidea: a che cosa serve questo esame?

L’ecografia tiroidea è la metodica più comune e non invasiva per analizzare la tiroide. Ma che cos’è la tiroide e come funziona questo esame?

Lo approfondiamo in questo articolo a firma del dottor Davide Francomano, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio – Andrologia presso la Clinica Madonna delle Grazie a Velletri.

Che cos’è la tiroide e quali sono le sue funzioni

La tiroide è una ghiandola endocrina, situata nella parte inferiore del collo, costituita da due lobi connessi da un istmo che nella sua forma ricorda una farfalla o della lettera H. La ghiandola tiroide secerne gli ormoni tiroidei, che influenzano principalmente il metabolismo e la sintesi proteica. Gli ormoni hanno anche molti altri effetti, inclusi quelli sullo sviluppo, cerebrale e fisico. Gli ormoni tiroidei triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) vengono creati a partire dallo iodio e tirosina. La tiroide produce anche l’ormone calcitonina, che svolge un ruolo nell’omeostasi del calcio.

L’ecografia alla tiroide

L’ecografia tiroidea è l’esame gold standard per la valutare la morfologia della tiroide. Consiste nel posizionare una sonda a contatto con la zona del collo, e questa attraverso gli ultrasuoni (onde ad alta frequenza acustica generate da un cristallo piezoelettrico all’interno della sonda) riesce a generare un immagine con la quale è possibile definire l’anatomia e la morfologia della ghiandola decifrandone anche le più piccole irregolarità.

In particolare l’ecografia tiroidea consente di ottenere una valutazione estremamente accurata:

  • del volume, della morfologia, delle dimensioni della ghiandola
  • la presenza di eventuali formazioni sia esse solide come i noduli (figura..) sia esse fluido come le cisti (figura) o alterazioni di tipo infiammatorio
  • grazie al Color Doppler, anche l’eventuale presenza di una anomala presenza di vasi sanguigni (vascolarizzazione) della ghiandola o dei noduli.

Figura 1a: ghiandola tiroidea regolare

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Figura 1b: vascolarizzazione parenchimale regolare

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Patologie tiroidee

Le patologie alla tiroide più diffuse sono le quelle che inducono alterazioni funzionali della ghiandola ed in primis l’ipotiroidismo secondario a tiroidite di Hashimoto (un’infiammazione cronica ad origine autoimmunitaria che comporta la graduale perdita della funzione con conseguente variazione della fisiologia struttura omogenea alla patologica struttura diffusamente disomogenea).

Figura 2a: immagine con fascio ultrasonico regolare

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Figura 2b: immagine con fascio ultrasonico inverso

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Frequente inoltre è la patologia nodulare. Nella maggior parte dei casi i noduli sono la rappresentazione di formazioni benigne mentre solo alcune tra queste sono potenzialmente maligne e sono ben riconoscibili da alcune caratteristiche ecografiche (disomogeneità, ipoecogenicità, irregolarità dei margini e ipervascolarizzazione)

Alcuni esempi di patologia nodulare:

Figura 3a: immagine con fascio ultrasonico regolare
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Figura 3b: immagine con fascio ultrasonico inverso

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Figura 4a: formazione nodulare

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Figura 4b: valutazione vascolarizzazione mediante funzione power doppler

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Quali sono i vantaggi di un esame con l’ecografo portatile?

Le nuove tecnologie hanno reso possibile portare la qualità dell’immagine ecografica in macchine di dimensioni estremamente maneggevoli tali da essere facilmente trasportabili. Gli ecografi portatili non solo offrono una qualità di immagine eccellente e sovrapponibile ai classici ecografi carrellati ma offrono in più la facile mobilità. Possono essere facilmente trasferiti e utilizzati tra le corsie degli ospedali, nelle emergenze fino all’uso domiciliare. Nuove tecnologie come l’applicazione della armonica inversa ad esempio garantiscono un sostanziale miglioramento delle immagini in B-mode e quindi un miglior CONTRASTO e POTERE RISOLUTIVO grazie ad una riduzione dei disturbi a frequenza bassa ed ampiezza alta. In sostanza mentre la frequenza fondamentale si annulla sommandosi, la seconda armonica raddoppia in ampiezza.

Post by Raffaella